Quanti anni viviamo in totale. Un numero che la medicina ha già molto migliorato.
card lifespan

Prevenzione, ricerca e cura quotidiana.
In Italia viviamo in media ottantatré anni. È un numero di cui andare fieri. Ma c'è un'altra domanda che quasi non viene mai posta: quanti di quegli anni li viviamo davvero in salute?
Nel 2022 le malattie cardiovascolari hanno causato 222.000 decessi. Oltre quattro milioni di italiani convivono con il diabete. Sono tra le prime cause di morte e disabilità nel Paese, e hanno un fattore che quasi sempre sfugge al discorso: l'infiammazione cronica di basso grado.
Non l'infiammazione acuta — il dente che pulsa, la gengiva gonfia che fa male. L'altra. Quella che non fa rumore, non manda segnali, e avanza per anni mentre consuma i tessuti.
Una delle sue sorgenti principali è la bocca. Una parodontite latente, una gengiva che sanguina quando si passa il filo, un'infezione cronica sotto un vecchio ponte rilasciano di continuo mediatori infiammatori che passano dalla saliva al sangue.
La bocca non è uno spazio separato dal corpo. È la sua porta d'ingresso.
Fonti: ISTAT 2022 · ISS-PASSI 2023 · OECD 2023
Trenta secondi di sciacquo. Senza aghi, senza dolore.
Per anni ci siamo affidati alla radiografia. Ma pensiamoci un attimo: una lastra mostra il dente già rotto e l'osso già consumato. È l'immagine di qualcosa che è già successo. Come guardare le macerie dopo il terremoto.
Il biomarcatore lavora al contrario. Non guarda indietro: guarda avanti.
I tessuti che sostengono il dente contengono collagene. Quando l'infiammazione è attiva, quel collagene viene degradato — e la degradazione lascia una traccia misurabile: aMMP-8, un enzima rilasciato dalle gengive mentre il danno è in corso. Un valore alto indica infiammazione attiva, anche quando tutto sembra perfettamente normale.
Il biomarcatore non dice soltanto se l'infiammazione c'è. Dice quanto è aggressiva e quanto velocemente sta procedendo in questo momento.
E non finisce qui.Il test non serve solo a trovare il problema. Serve anche a verificare che la cura stia funzionando: il valore scende mentre i tessuti guariscono, e continua a essere misurato nel tempo. Diagnosi, risultato, monitoraggio.
Perché la salute non è una fotografia. È un film.
Il test salivare aMMP-8 è un atto clinico e si esegue in studio. In questa pagina non vendiamo diagnostica: spieghiamo il perché di un metodo e mettiamo a disposizione ciò che lo accompagna ogni giorno.
Ventotto studi longitudinali, sedici Paesi, oltre trecentomila partecipanti seguiti fino a vent'anni.
Nell'agosto 2026 The Lancet Public Health ha pubblicato la più ampia sintesi mai realizzata sul rapporto tra salute orale e diabete: una revisione commissionata dall'Organizzazione Mondiale della Sanità.
I risultati descrivono una relazione bidirezionale: la bocca e il metabolismo si influenzano nei due sensi.
Sul versante cardiovascolare, il documento congiunto di European Federation of Periodontology e World Heart Federation ha prodotto una raccomandazione formale: i pazienti con parodontite devono essere informati di avere un rischio più alto di infarto e ictus.
Poi c'è la direzione inversa, la più interessante. Una revisione Cochrane e studi randomizzati pubblicati su Lancet Diabetes & Endocrinology hanno osservato cosa succede quando la parodontite viene trattata in persone con diabete: dopo dodici mesi il controllo glicemico migliora.
Curare la bocca produce un effetto misurabile nel sangue.
Gli autori sono prudenti, e lo siamo anche noi: è un'associazione documentata, non un nesso di causa dimostrato. Ma l'ipotesi sul meccanismo che li collega è sempre la stessa — l'infiammazione cronica di basso grado.
di probabilità in più di ricevere una diagnosi di diabete di tipo 2, per chi ha una parodontite.
di probabilità in più di sviluppare una parodontite, per chi ha il diabete.
di rischio di diabete in chi ha perso una parte dei denti.
di rischio di diabete in chi li ha persi tutti.
Quattro li conosciamo. Il quinto non se ne parla quasi mai, ed è l'unico che si misura con uno sciacquo.
Selezionare una decade
Il microbiota si struttura: è il punto di partenza di tutto il resto.
Decade dei 30
Fonti: Botelho J et al., Lancet Public Health 2026 · Sanz M et al., J Clin Periodontol 2020 · Simpson TC et al., Cochrane Database Syst Rev 2022 · D'Aiuto F et al., Lancet Diabetes Endocrinol 2018
Senza dati si va a stima. Il test enzimatico dice se l'infiammazione è attiva, quanto è aggressiva e quanto velocemente procede. Da lì — e solo da lì — si costruisce un programma.
Terapia non invasiva assistita dal microscopio. Terapia fotodinamica: fotosensibilizzante naturale e luce a bassa energia che neutralizzano i patogeni senza tagli e senza antibiotici. Prima si tagliava; oggi il tessuto viene accompagnato a guarire.
Controllare l'infiammazione non serve solo a fermare il danno, ma a restituire al corpo la capacità di costruire tessuto. È qui che entrano microbiota, supplementazione e nutraceutica regolativa. È la parte che continua a casa, ogni giorno.
Un ciclo che non si chiude mai davvero, perché lo stato di salute cambia e va seguito nel tempo.
Il terzo movimento dura mesi. Ed è la ragione per cui esiste Alfa Longevity Care 360®.
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Integratore alimentare con Levilactobacillus brevis LB01, Chlorella vulgaris Beijerinck e Malpighia glabra.
Alfa Longevity Care 360® è il primo passo del protocollo SLC360®, pensato per accompagnare il corpo lungo i tre assi della longevità cellulare: equilibrio del microbiota, protezione dallo stress ossidativo e sostegno alle difese naturali dell'organismo.
Levilactobacillus brevis LB01, in sinergia con l'inulina, favorisce l'equilibrio della flora batterica intestinale**. L'alga chlorella e l'acerola, grazie all'attività antiossidante, sostengono le naturali difese dell'organismo; l'acerola in particolare svolge un'azione di sostegno e ricostituente. La vitamina C contribuisce alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo*, alla normale funzione del sistema immunitario e alla normale funzione psicologica, e contribuisce alla normale formazione del collagene per la normale funzione dei vasi sanguigni, dei denti, delle gengive e delle ossa.
Una formula, tre assi di lavoro: il primo passo di un programma pensato per durare.
Il collagene è il materiale di cui è fatto il tessuto che sostiene il dente. È il tessuto che l'infiammazione consuma — lo stesso che l'aMMP-8 misura mentre viene degradato. Per questo il dosaggio di vitamina C è alto: cinquanta milligrammi per bustina, pari al 62,5% del fabbisogno giornaliero.
Colonizzazione 3 bustine al giorno per 10 giorni, poi mantenimento 1 al giorno. Selezionare la durata.
Calcolo indicativo sulla posologia di etichetta. La posologia va concordata con il medico; il carrello si aggiorna alla quantità scelta nella pagina prodotto.
Levilactobacillus brevis LB01 è uno dei pochi lattobacilli studiati non solo per l'intestino, ma anche per la bocca. La letteratura su questo ceppo copre quasi vent'anni, dai primi studi clinici del 2007 fino a uno studio randomizzato pubblicato nel 2025.
Il meccanismo riguarda un amminoacido: l'arginina. A un certo punto, l'arginina può prendere tre strade diverse. E la scorta di arginina è una sola.
La scorta si distribuisce fra le prime due vie.
Schema illustrativo del meccanismo descritto in letteratura. Le proporzioni sono rappresentative e non riportano dati quantitativi.
La terza via consuma arginina. Ogni molecola che entra nella via dell'arginina deiminasi è una molecola che non entrerà nelle altre due. Ed è l'ambiente acido a favorire i batteri della carie: mantenere il pH più stabile è il secondo vantaggio, non il primo.
Non spegnere l'interruttore. Togliere carburante.
Come sappiamo che il meccanismo è davvero questo?Nel 2014 i ricercatori hanno voluto verificare se la spiegazione fosse corretta o soltanto convincente. Hanno testato l'estratto batterico due volte: prima con l'arginina deiminasi attiva, poi con l'enzima bloccato da un inibitore. Con l'enzima attivo l'effetto antinfiammatorio c'era. Con l'enzima bloccato, spariva.
Non è una correlazione. È il meccanismo.
Va aggiunto che l'arginina deiminasi è un enzima che le cellule umane non possiedono: è un contributo che il batterio porta dall'esterno, non il potenziamento di un processo che il corpo già svolge da sé. Lo stesso ceppo è stato studiato anche per la produzione di GABA a livello intestinale — il terzo asse su cui si fonda questa formula, che collega microbiota, immunità e cervello.
Questa sezione illustra la letteratura scientifica sul ceppo a scopo divulgativo. Lo studio del 2014 è stato condotto su modello animale sperimentale. Non descrive l'effetto del prodotto finito. Gli integratori alimentari non prevengono né curano le malattie.
Fonti: Riccia DN et al., Oral Dis 2007 · Maekawa T, Hajishengallis G, J Periodontal Res 2014 · Rath M et al., Front Immunol 2014 · Altamura S et al., J Transl Med 2025
| Componente | 1 bustina | %NRV* | 3 bustine | %NRV* |
|---|---|---|---|---|
| Levilactobacillus brevis DSM 34692 | 6 miliardi CFU | — | 18 miliardi CFU | — |
| Inulina | 100 mg | — | 300 mg | — |
| Chlorella vulgaris Beijerinck | 100 mg | — | 300 mg | — |
| Malpighia glabra | 100 mg | — | 300 mg | — |
| di cui vitamina C | 50 mg | 62,5% | 150 mg | 187,5% |
* Valori Nutritivi di Riferimento giornalieri (Reg. UE 1169/2011)
Maltodestrine, Levilactobacillus brevis LB01 DSM 34692, aroma, inulina, alga chlorella (Chlorella vulgaris Beijerinck, tallo) polvere, acerola (Malpighia glabra L., frutto) estratto secco titolato al 50% in vitamina C, antiagglomerante: biossido di silicio.
Sciogliere il contenuto di una bustina in un bicchiere d'acqua (200 ml) e assumere da 1 a 3 volte al giorno secondo il consiglio del medico.
Colonizzazione: 3 bustine al giorno per 10 giorni.
Mantenimento: 1 bustina al giorno.
Una confezione copre la fase di colonizzazione completa e i primi giorni di mantenimento. Per un uso continuativo di dodici mesi servono tredici confezioni.
Non superare la dose giornaliera consigliata. Tenere fuori dalla portata dei bambini al di sotto dei 3 anni. Gli integratori alimentari non vanno intesi come sostituti di una dieta variata ed equilibrata e di uno stile di vita sano. Per l'uso in gravidanza, allattamento e nei bambini si consiglia di consultare il medico.
Conservare in luogo fresco e asciutto, ben chiuso, al riparo da fonti di calore (≤ 25 °C) e umidità.
Prodotto e confezionato da Pharma Food Manufacturing Italia S.r.l., Via Montenuovo Licola Patria, 80078 Pozzuoli (NA). Sistema qualità certificato DNV ISO 9001 e conforme G.M.P. Prodotto per LIONGEVITY S.r.l.s., Via Tito Livio 26, Napoli.
“Non contiamo i danni. Li prevediamo.”— Smile Longevity Care 360®
La longevità non è una promessa sulla durata della vita. È la qualità del tempo che ci resta.
Tutto comincia da un tessuto che sanguina senza dare segnali. E da una domanda semplice: cosa sta succedendo, adesso, dove non sto guardando?
No. Alfa e i Set sono integratori alimentari acquistabili liberamente. Il protocollo clinico SLC360® è un percorso separato che si svolge in studio.
La colonizzazione porta rapidamente il ceppo a un livello significativo. Il mantenimento lo conserva nel tempo.
L'obiettivo è lo stesso, l'intestino. Ma la selezione del ceppo è diversa: L. brevis LB01 è studiato per la via dell'arginina deiminasi, un enzima che le cellule umane non possiedono e che riguarda anche il pH del cavo orale.
Sei o dodici mesi. Non è una decisione commerciale: è il tempo necessario perché un cambiamento sia misurabile e stabile.
In gravidanza, allattamento e nei bambini si consiglia di consultare il medico. Non è indicato al di sotto dei 3 anni.
* La vitamina C contribuisce alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo.
** Levilactobacillus brevis LB01 e l'inulina favoriscono l'equilibrio della flora batterica intestinale.
Le informazioni contenute in questa pagina hanno finalità divulgativa e non sostituiscono il parere di un professionista sanitario. Gli integratori alimentari non vanno intesi come sostituti di una dieta variata ed equilibrata e di uno stile di vita sano, e non prevengono né curano le malattie.
Smile Longevity Care 360® e SLC360® sono marchi registrati. Alfa Longevity Care 360® è prodotto per LIONGEVITY S.r.l.s. Distribuito da ForLongevity.